DIARIO DI BORDO
Poco o molto non so se sia!
Ma tutto quello che ho fatto fino ad ora nella mia vita politica lo devo ai miei
affetti più cari, Francesco, Giuseppe, Ilietta, Mati
ed ai miei
indimenticabili ed indimenticati genitori,
Mamma Ilia e Papà Pippo,
i quali mi hanno trasferito la passione, le idee, l’amore per il bello,
valori che hanno permeato la mia esistenza e che spero saper trasferire a colui che rappresenta il mio futuro: il mio amato figlio Giuseppe!
Ed un grazie ad uomo che mi è stato sempre preziosamente vicino: Nino Pappalardo.
PREFAZIONE
Può un sogno essere possibile?
Sì, se il sogno è passione ed idealità!
E questi sono stati i principi con i quali sin da giovanissimo volli incidere nella realtà siciliana ed italiana per renderla giusta, equa, forte, con le sue tradizioni ancorate all’occidente ed alla cristianità ed ai valori della meritocrazia e della centralità della famiglia e dell’uomo!
Oggi, ancor di più, in un momento nel quale nel mondo troviamo inquietanti segnali di fanatismo integralista, di giustizialismo, di strisciante e pericolosa insinuazione marxista, i valori del mio sogno ritornano prepotentemente attuali e mi convincono sempre di più della necessità del mio impegno perché, come nel passato, anche nel futuro il sogno diventi possibile!
E tutto ciò grazie anche a coloro i quali con i loro valori ed i loro scritti hanno concorso a forgiare il mio spirito e a tenermi in piedi in un mondo di rovine: Louis Ferdinand Cèline, Fredrich Niestche, Pierre Driue La Rochelle, Julius Evola!
sen. Nino Strano
Questa pubblicazione la devo a Giorgia Butera,
vulcanica, anche se non catanese,
mente creativa.
Un grazie per la pazienza
con la quale ha messo ordine nel mio disordine,
permettendo la pubblicazione
di questo mio book
DIARIO DI BORDO
La mia vita si è intrecciata con la politica sin da giovane e non tanto perchè i miei genitori adorati e sfortunatamente compianti - ma che vivono sempre con me nella realtà d’ogni giorno - Pippo ed Ilia, facevano politica, ma perché a casa mia vi è sempre stata la voglia di dibattere, di promuovere discussioni su ciò che ci accadeva intorno, su ciò che accadeva nella nostra vita e su ciò che accadeva nella società.
Mio padre era un imprenditore, mia madre?
Mia madre mi ha abituato al gusto delle cose belle, non posso mai dimenticare che misi per la prima volta con lei piede al teatro lirico; mi avvicinò al mondo della musica classica, al mondo dell’adorato Teatro Massino Bellini di Catania, al mondo del bello e dell’estetica.
Mia madre aveva diversi interessi culturali ed intellettuali.
Mio padre, un imprenditore che seguiva molto le vicende politiche, un uomo di destra, sicuramente di destra come la mamma e come lo erano i mie nonni e che amava moltissimo il mondo nel quale la destra si rispecchiava in quel tempo.
Era il vecchio Movimento Sociale Italiano di Arturo Michelini.
Poi, continuò tutta la vicenda con il compianto Giorgio Almirante che io ebbi l’onore di seguire da giovane militante e da giovane Consigliere Comunale di Catania.
E così comincia la mia vita nelle istituzioni.
Nel 1975 quasi per gioco, un gruppo di amici, Giovanni Maravigna, Turi Grillo, Pasqualino Mistretta, mi spinsero a candidarmi; mi spinsero a candidarmi non solo perché vedevano in me un ragazzo interessato alla politica ed ai problemi della città di Catania, ma mi spinsero anche perché vedevano con me un largo seguito - bontà loro - di giovani.
Questi giovani mi seguivano non soltanto nella mia attività politica che era iniziata al liceo classico Cutelli, dove io frequentavo appunto il liceo, e all’università di Villa Cerami (appartenendo al Guf).
Ma vivevano con me la città, i suoi bar, i suoi circoli e, perché no, le sue discoteche.
Così mi scelsero a rappresentare il mondo giovanile!
Nel 1975, capolista del Movimento Sociale Italiano, per il Comune di Catania era il professore Biagio Pecorino, una persona d’altri tempi, un nobiluomo di Bronte, chirurgo, il quale ebbe una vita felice ma anche funestata da eventi che la segnarono, la segnarono tanto che, ricordo vestiva sempre a lutto pur avendo sempre il sorriso nei confronti della gente.
La sua clinica era un punto di riferimento per tutta Catania, la Catania che aveva bisogno si rivolgeva al prof. Pecorino e lui mi abituò alla socialità, a stare vicino alla gente e coltivava meno giovani di me, come Benito Paolone, Vito Cusimano.
Altro galantuomo nel Movimento Sociale Italiano di allora, il professor Ferdinando Du Chene de Vere, chirurgo, oggi non c’è più, che operava a Catania al quale mi legava una grande amicizia ed oggi ne ho un bellissimo ricordo.
Mi candidai appunto nel ’75 e fui il primo dei non eletti con circa 1.300 voti; fu una grande soddisfazione per me.
Nel 1976 a seguito delle dimissioni per motivi di lavoro del Prof Du Chene de Vere, entrai in Consiglio Comunale ricordo era sindaco Domenico Magrì, un notabile democristiano, ed alla prima seduta del consiglio comunale presi la parola anche per esorcizzare l’emozione!
Un rituale che consolidai prima in Assemblea Regionale Siciliana, e poi alla Camera dei Deputati ed al Senato.
Una campagna elettorale, quella del ’75, giocata sul piano dell’entusiasmo con serate in discoteca, con amici, con impegni all’università, con impegni giovanili nelle scuole ed ebbi un risultato importante per un giovane di allora che si doveva confrontare anche con i grossi nomi che erano impegnati in politica nella città di Catania.
Un risultato soddisfacente che premiò non soltanto l’impegno mio, ma anche quello della mia famiglia, perché la mia famiglia mi è sempre stata vicina, i miei genitori Mamma Ilia e Papà Pippo e mio fratello Francesco, allora giovane avvocato che frequentava lo studio del nostro amico di famiglia, esponente anche lui della destra, monarchico, Enzo Trantino.
Mio fratello, Francesco Strano Tagliareni, oggi noto ed affermato penalista, oggi come allora, mi è accanto assieme a suo figlio Giuseppe, anche lui avvocato, nelle mie vicende politiche.
Il primo atto politico in Consiglio Comunale fu quello e, ci riuscii, affinchè l’Aido, Associazione Italiana Donatori Organi della quale era principale interprete il cardiochirurgo prof. Mauro Abbate
- il quale introdusse per primo in Sicilia la pratica dei trapianti di cuore-, ricevesse dall’amministrazione comunale di allora un contributo.
Fu una vera soddisfazione stare vicino ai donatori di organi e a coloro i quali ricevevano gli organi, perché una vita si trasferiva all’altra ed io, anche se per un millesimo, contribuii, insieme al prof. Abbate e all’Amministrazione che accolse con simpatia la mia proposta, a questa nobile attività.
Fu questo il mio primo atto politico che consegnai alla città e, ne fui veramente felice.
Le esperienze in Consiglio Comunale si sono succedute l’una all’altra, nel 75, ’79, ’81, ’86 ed in altre competizioni sino al 2005, sempre con un gran successo di voti; la gente mi vedeva sempre presente, nei mercati, alla pescheria, nelle università e perché no, nelle discoteche, nei salotti come nelle case di periferia.
La vita poi mi segnò pagine dolorose, nell’81 morì mio padre e poi la mia adorata mamma qualche anno dopo, ed anche se li ho perduti fisicamente, vivono accanto a me ed io da buon cattolico, cristiano quale sono, sento la loro presenza vicino a me che mi guida e mi protegge.
Per me, non c’è più il pianto nel parlare di loro, ma il sorriso.
Nell’81 mi candidai coraggiosamente all’Assemblea Regionale Siciliana per aiutare il mio partito, il Movimento Sociale Italiano del quale era segretario Giorgio Almirante, il quale mi voleva tanto bene.
Lo ricordo Giorgio Almirante, con quegli occhi da gatto, grigi, riusciva a conquistare le folle, i cuori della gente, mitici i suoi comizi a Piazza Università.
Era difficile per un partito come il nostro, impegnato in battaglie valoriali e non clientelari , riuscire ad avere tanti voti, ma sicuramente c’era una simpatia che poi esplose con il suo delfino Gianfranco Fini del quale mi onoro di essere non soltanto alleato di partito e suo senatore oggi, ma amico fedele nella vita.
Fini seppe concretizzare in seguito, ed oggi i risultati si vedono, la metamorfosi del detto che si usava dire, per i tempi di Almirante: “Piazze piene ed urne vuote”!
Ma c’è da dire che ai tempi di Giorgio Almirante e del mio attivismo giovanile la politica era fatta di dure battaglie e di forti contrasti tra noi e la sinistra comunista!
Almirante stava con noi in prima fila come fece poi Fini e sfortunatamente tra i nostri militanti vi furono tanti caduti!
Oggi i tempi sono cambiati, fortunatamente sotto diversi aspetti con urne che ci danno messe di voti e pongono la Destra Italiana all’attenzione non soltanto italiana ma anche straniera.
Dopo l’81, la mia prima candidatura alle regionali nella quale presi circa 6.000 voti, allora si votava con il sistema delle preferenze; mi ricandidai nell ’86, anche per testimoniare che c’era una generazione di giovani che si impegnava in politica.
Poi nel ’91 fui il primo degli eletti nella lista del Movimento Sociale Italiano, dopo, è ovvio, Benito Paolone.
Il partito ebbe un momento di regressione in quel momento in Sicilia e nella provincia di Catania, prendemmo un solo deputato, ma nel ’94 quando esplose il fenomeno di Silvio Berlusconi, Benito Paolone fece una scelta ed andò alla Camera dei Deputati e così io divenni Parlamentare Regionale del Movimento Sociale che nel frattempo era diventato Alleanza Nazionale.
Fu una esperienza meravigliosa entrare a Sala d’Ercolea Palazzo dei Normanni, il simbolo dell’Autonomia e dell’ Orgoglio Siciliano.
Ricordo che anche in quella esperienza chiesi la parola alla prima seduta!
Quando vincemmo le elezioni con Governatore in Sicilia Peppino Provenzano, io ebbi l’onore proprio da Gianfranco Fini, al quale sarò grato in eterno, assieme al compianto Pinuccio Tatarella ed al mio amico di sempre Ignazio La Russa - sono questi i tre nomi insieme a Giorgio Almirante che hanno contrassegnato la mia vita politica-, ad essere designato nel Governo della Regione.
Pensate un uomo abituato all’opposizione per circa 30 anni nel Governo della Regione Siciliana, una Regione con un bilancio importante, con un Pil importante, una Regione con tante problematiche, ma anche con tanta voglia e tanta energia per risolvere i suoi problemi ed, a mio avviso, la Sicilia in questi anni ha fatto tanti passi avanti.
E negli anni nei quali fui Assessore Regionale al Turismo ai Trasporti, ricordo alcune battaglie eccezionali da me vinte ma quella più importante è quella del ’97, quella delle Universiadi in Sicilia!
Vi erano determinate e fissate le Universiadi ma rischiavamo di perderle perchè negli anni precedenti poco o nulla si era fatto.
Ricordo un uomo che oggi non c’è più, che stette vicino a me, al mio Assessorato, cioè Primo Nebiolo, con il quale, insieme al mio impegno e quello degli eccezionali funzionari ed impiegati di quegli anni nell’Assessorato al Turismo, si sbloccò tutto.
Le Universiadi furono fatte in Sicilia, anziché in una solo città ricevemmo l’autorizzazione da parte della Federazione degli Sport Universitari a farle in diversi centri: Palermo, Messina, Catania.
Le Universiadi furono un vero successo mondiale!
Dalla Sicilia a Roma.
Nel 2001, alle 8:00 del mattino di una giornata assolata mi telefonò Ignazio La Russa il quale mi dice: “Adesso andrai alla Camera dei Deputati, abbiamo bisogno di te”.
Ovviamente la mia risposta fu: sì!
Fui eletto nel collegio maggioritario del Comune di Misterbianco.
Per me inizia una nuova avventura, fatta di grande entusiasmo; ho condotto diverse battaglie, alcune ebbero esito positivo, altre no, come quella che ho condotto per l’apertura del casinò a Taormina, città che assieme a Catania, è da sempre nel mio cuore!
Altra battaglia da me condotta è stata quella per i contribuenti di Catania, Siracusa e Ragusa, danneggiati dal terremoto del ’90.
Ricoprivo il ruolo di Vicepresidente della Commissione Politiche Comunitarie e posso affermare nel mio ruolo, di aver contribuito all’allargamento dell’Europa con i confronti con le varie autorità in giro per l’Europa, dibattendo di diritto comunitario.
Dalla Camera dei Deputati al Senato della Repubblica.
Nel 2006, mi chiama Gianfranco Fini per un pasto veloce alla Farnesina, era affermato Ministro degli Esteri, mi comunica che il mio ruolo di Parlamentare veniva trasferito al Senato della Repubblica.
Ero il numero due in lista al Senato nel collegio Sicilia.
Fui eletto!
Divento membro della 7ª Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) e Segretario della 14ª Commissione permanente (Politiche dell’Unione europea) ed al Senato, dove i miei interventi in aula si sono susseguiti l’uno all’altro, impegnandomi a tutela della mia Nazione ma, soprattutto, della mia Sicilia!
Per me le istituzioni rappresentano un momento della vita, per le quali nutro lo stesso rispetto che nutro verso il mondo tutto.
Oggi, il mio impegno continua nello stesso modo di sempre, cercando di dare un contributo al superamento dei problemi della gente; alla sublimazione e conservazione dei valori; a tenersi in piedi in un mondo di rovine.
Anche quando le città sono pulite, i grattacieli alti e splendenti, i giardini in fiore, i negozi pieni.
Sono felice che abbia vinto il centrodestra - nelle politiche del 2008- portatore di valori ed idee per i quali mi sono sempre battuto e dei quali sarò sempre portatore sano!
Valori eterni!
Ed un augurio voglio riservarlo alla mia Europa, alla mia Italia, alla mia Sicilia ed alla mie Catania e Taormina perché vivano una stagione di successi, di conquiste, di sviluppo economico con tante soddisfazioni specialmente per coloro i quali hanno meno!
Non è importante fronteggiarsi ed essere nemici, ma è importante concorrere, pur da diverse collocazioni, al miglioramento della nostra società; io lo faccio da destra, convinto che la destra possa migliorare la nostra società, alcuni lo fanno da sinistra, altri lo faranno dal centro,
ma è importante che tutti ci si occupi del miglioramento del nostro mondo perché vi sia ancora un futuro felice per tutti!
Nino Strano

